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Giovedì 26 maggio 2011, presso i locali della Sezione di Archivio di Stato di Lucera, avverrà l’insediamento del Comitato Tecnico sulla Fortezza di Lucera, un gruppo di di studio interno al Club Unesco ‘Federico II’ di Lucera finalizzato a promuovere l’estensione delle tutele UNESCO all’importante monumento nazionale che insiste sul colle Albano della città di Lucera.

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Firenze, 12 marzo 2011

Mr. Eiji Hattori Honorary Presidente WFUCA – National Federation of UNESCO Associations of Japan

Mr. Noguchi Noboru Executive Director – Mrs. Sumiko Ishigami Executive Secretary -Isahi Ebisu Seimei Bldg.., 12F, 1‐3‐1, – EbAisu Shibuya‐ku, Tokyo 150‐0.013 Japan

Dear Friends, Eiji Hattori, Nogouchi Nobou, and Sumiko Ishigami on behalf of the Italian Federation of UNESCO Clubs and Centers and for myself, I wish to express to you our heartfelt participation in the terrible disaster which is causing so much suffering to the Japanese people.
We feel really very close to you, to the Japanese Federation and to your Clubs more directly.
We are especially close to the friends of Sendai – a wonderful city where the first UNESCO Club was created and which I had visited and admired during our UNESCO’s Clubs meeting.
We are following with sorrow on television this terrible situation and we hope that more people can be saved.

We all admire the spirit of your people and we are sure that you will find the courage and the force to forge a new beginning, after the tragedy, as you have demonstrated after Hiroshima and Nagasaki.
With our sincere solidarity and dear wishes to you, yours families and friends,

Marialuisa Stringa,
President of Italian Federation of UNESCO Clubs and Centers
president of UNESCO Center of Florence

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Con la conferenza stampa di presentazione dei risultati del V Censimento del Fondo Ambiente Italiano “I Luoghi del Cuore 2010”, si è conclusa il 25 gennaio scorso a Milano la grande campagna di sensibilizzazione per la salvaguardia dei siti culturali e ambientali più amati dagli italiani.
Ad essa ha preso parte, insieme alla Città di Lucera, alle Scuole del territorio, alle tantissime associazioni e gruppi giovanili e a moltissimi cittadini, anche il nostro Club Unesco, che ha svolto un ruolo di coordinamento e di divulgazione dell’iniziativa nell’intero territorio nazionale.
Nell’intera Capitanata sono ben tre i beni segnalati dai 464.649 italiani giunti nei primi 13 posti del censimento. Tra questi, l’Eremo di Pulsano, primo classificato in assoluto, che il nostro Club ha visitato il 14 novembre u.s., la Fortezza svevo-angioina di Lucera, giunta quarta nella classifica generale e prima nella tipologia dei castelli e la chiesa delle Croci di Foggia.

Questi i risultati finali, consultabili anche alle pagine web del FAI
La Classifica finale

I classificata, con 34.118 segnalazioni (di cui 379 on line) – EREMI DELL’ABBAZIA DI SANTA MARIA DI PULSANO presso Monte Sant Angelo;
II classificata, con 26.150 segnalazioni (di cui 1.158 on line): CASA DESANTI – BOSSI di Novara;
III classificata. con 19.238 segnalazioni (di cui 3.469 on line); CHIESA DI SANTA CATERINA di Lucca;
IV classificata, con 16.002 segnalazioni (di cui 3.629 on line): FORTEZZA SVEVO ANGIOINA di Lucera;
V classificata, con 12.894 segnalazioni: CHIESA DI SAN FILIPPO NERI di Fermo.

Ottimo risultato anche per la chiesa delle Croci di Foggia, giunta XIII nella classifica generale, con 8.335 preferenze.

Sabato 12 febbraio, in occasione dell’inaugurazione delle XVI Giornate Mondiali UNESCO del Libro, presso la “Sala Rosa” del Convitto Nazionale “R. Bonghi” di Lucera alle ore 18.30, la Delegazione FAI di Foggia, prima in Italia per numero di voti presentati, sarà ospite del Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera.

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Si è svolta il 14 ottobre 2010, nell’Auditorium del Liceo Classico ‘R. Bonghi’ di Lucera la cerimonia di premiazione degli studenti vincitori dell’VIII edizione del Premio artistico-letterario nazionale “Franco Marasca”. Al Premio istituito in ricordo del docente, del traduttore, dello scenografo, del giornalista, dell’editore, dell’educatore originario di Troia scomparso nel 2001, il Club Unesco di Lucera concede a diversi anni il proprio patrocinio.

Per l’elenco completo dei vincitori e per un resoconto dettagliato della serata:
Il Frizzo – articolo di Roberto Notarangelo

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Il primo anno del mandato presidenziale 2009-2011 si è concluso con una serie di attività di solidarietà (Ballando con le Stelle pro Telethon e Albero Bambino) e di commemorazione (Premio “Emanuele Tetta”)
Anche quest’anno il nostro Club ha aderito alla III Serata di beneficenza in favore di Telethon, denominata ‘Ballando con le Stelle’. La manifestazione di solidarietà si è svolta il 13 dicembre 2009 all’interno del Palazzetto dello Sport di Lucera. Una grande soddisfazione per il nostro club è arrivata nell’apprendere che la nostra Associazione, con una somma di 1.095.00 euro, è risultata la prima “contribuente” fra tutte le associazioni lucerine aderenti alla raccolta fondi.
La domenica successiva, 20 dicembre 2009 è avvenuta la cerimonia di inaugurazione della scalinata in legno di collegamento fra l’area antistante la Fortezza svevo-angioina di Lucera con la zona boschiva piantumata lo scorso anno (ben 260 alberelli). L’occasione è stata propizia per comunicare all’europarlamentare lucerina Barbara Matera, madrina della manifestazione organizzata dal nostro socio Carlo Ventola, il proposito di voler pervenire alla candidatura dell fortezza svevo-angioina di Lucera a patrimonio dell’umanità.
Lunedì 28 dicembre 2009, infine, nella suggestiva cornice del Teatro comunale Garibaldi di Lucera è avvenuta la presentazione del quarto volume degli articoli giornalistici su Lucera scritti dal compianto Emanuele Tetta e la premiazione di una nuova nostra giovane socia: Maria Del Vecchio.
Buon anno a tutti.

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Il 16 novembre 2009 l’UNESCO ha compiuto 64 anni, essendo stata fondata
a Londra nel 1945.

Per l’occasione il Club UNESCO “Federico II” di Lucera,presieduto dal
dr. Massimiliano Monaco, con il Patrocinio della Città di Lucera –
Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione, della Provincia di
Foggia, ed in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale di
Foggia diretto dal dr. Giuseppe De Sabato, e con l’Istituto di
Istruzione Superiore “Alberico Marrone” di Lucera, con lo scopo di
contribuire a diffondere gli ideali di pace, fratellanza e solidarietà
tra i giovani, organizza il concorso “Una poesia per la pace”.

Il concorso provinciale, giunto alla quinta edizione, è riservato agli
studenti iscritti agli Istituti di Scuola Secondaria di 2° grado ed alle
classi terze delle Scuole Secondarie di 1° grado della provincia di
Foggia.

I componimenti poetici sul tema “L’accoglienza: io e l’altro”, dovranno
essere recapitati al referente del Club UNESCO “Federico II” Prof. Mario
Tibelli (Dirigente Scolastico Scuola Secondaria di 1° grado “D.
Alighieri” di Foggia), coordinatore dell’iniziativa.

Lo studente classificatosi al primo posto nella sezione “Scuola
Secondaria di 2° grado” sarà iscritto gratuitamente come socio alla
Sezione Giovani ‘under 30’ del Club UNESCO “Federico II” di Lucera.

La giuria, presieduta dal poeta Michele Urrasio, premierà i primi tre
classificati delle due sezioni del concorso; a tutti i concorrenti sarà
consegnato un attestato di partecipazione.

In occasione della Giornata Mondiale della Poesia del 20 marzo 2010, si
svolgerà la cerimonia di premiazione presso l’Aula ‘A. Mariani’
dell’Istituto di Istruzione Superiore “Alberico MARRONE” di Lucera, sede
abituale dell’evento, grazie alla preziosa collaborazione ormai
pluriennale, del suo Dirigente Scolastico prof. Michele Prencipe, del
corpo docente, dei collaboratori scolastici e degli studenti con la loro
calorosa accoglienza.

La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO attribuisce notevole
importanza a questa iniziativa: grande è, infatti, la funzione formativa
dell’esercizio letterario che stimola i giovani a riflettere sulla
propria esperienza e sui grandi temi dell’umanità.

Si allega il bando.

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Per celebrare l’Anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, la
Federazione Italiana dei Centri e Club UNESCO – FICLU, in collaborazione
con il Comune di Erice (TP) e con il Club Unesco Erice, ha indetto un
Concorso Nazionale destinato agli studenti delle scuole di ogni ordine e
grado, statali e paritarie, sull’argomento DIRITTI UMANI E CITTADINANZA:
il Concorso è stato divulgato dal Ministero dell’Istruzione – MIUR con
Prot. n. 0005264, del 27 ottobre 2009.

Per le Scuole di Capitanata il Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera è
stato scelto dalla FICLU quale club selezionatore dei temi partecipanti
al concorso.

L’argomento oggetto del concorso, in linea con le Indicazioni per
l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, rappresenta l’occasione
per affrontare con gli studenti molteplici temi di particolare rilevanza
educativa e promuovere, attraverso la sensibilizzazione su tali
tematiche, un interessante sviluppo delle competenze civiche tra le
nuove generazioni. Le selezioni saranno effettuate a livello
provinciale, regionale e nazionale.

La selezione nazionale avverrà a Erice, presso l’Istituto di Formazione
della Federazione Italiana Club e Centri UNESCO, che entro la fine del
mese di Aprile 2010 curerà la cerimonia di premiazione dei vincitori, ai
quali verrà offerta la possibilità di essere ospitati con un insegnante
accompagnatore.

L’esito del concorso sarà pubblicato sul sito internet dell’Istituto.
Si allega il bando, consultabile anche su www.clubunescoerice.it.

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Riprende l’attività sociale del Club UNESCO ‘Federico II’, presieduto dal dott. Massimiliano Monaco.
Il primo evento del biennio 2009-2011 è in programma sabato 3 ottobre 2009, alle ore 19, all’interno della seicentesca corte di Palazzo Cavalli, in piazza Duomo 5 a Lucera. L’incontro avrà per oggetto un tema fondamentale per l’attività dell’UNESCO nel mondo, la Cultura della Pace, e sarà incentrato sul preambolo dell’Atto costitutivo dell’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), un concetto sottoscritto a Londra nel novembre 1945: «Poiché le guerre nascono nell’animo degli uomini, è l’animo degli uomini che deve essere educato alla difesa della pace». Relatori della serata saranno Katia Ricci e Anna Potito, due docenti di scuole medie superiori che vantano una specifica esperienza didattica sul tema e la dott.ssa irachena Jihan Mohammed, laureanda, grazie ad una borsa di studio Unesco, presso l’Università di Foggia.
La pubblica conferenza si terrà dinanzi all’elegante loggiato tardo ottocentesco del palazzo Cavalli, ma, in caso di maltempo, l’incontro si svolgerà presso il salone del Circolo Unione.

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Il 2008 è stato dichiarato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite “anno internazionale delle lingue” e ne ha affidato il coordinamento all’Unesco, che ha eletto il 21 febbraio come la “Giornata mondiale della lingua materna”. In tutte le parti del mondo, i governi, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni sociali e culturali, le istituzioni educative, le associazioni professionali e tutte le altre componenti sociali interessate sono chiamati ad attivarsi e ad agire concretamente per la salvaguardia di un immenso “patrimonio immateriale” che rischia di perdersi con il conseguente grave impoverimento della ricchezza culturale dell’umanità.
La lingua materna è il primo strumento di pensiero e di comunicazione di un popolo, di una comunità e per questo, ne rappresenta il riconoscimento, l’identità e la dimensione fondamentale collettiva e individuale. Si stima che più del 50% dei circa 6.700 idiomi conosciuti e parlati nel mondo, secondo i dati presentanti dall’Unesco, siano, nel lungo periodo, a rischio estinzione.
Le principali cause sono da ricercare nell’assenza dell’uso della lingua materna nei luoghi di governo dei Paesi e delle comunità, nella scuola, nei mezzi di informazione e di comunicazione, ma anche nella valutazione sociale e dimensione culturale in cui si confina l’idioma “materno”. Qualcosa è stata intrapresa per questa battaglia di salvaguardia e valorizzazione della lingua; tra le azioni di riferimento vi è la “Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie” e la “Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale” del 2003, in Italia, la legge 482 del 1999.
Ma tutto questo non basta se non vi è un’ampia e condivisa consapevolezza dell’urgenza e dell’importanza del mantenimento e consolidamento dell’immenso patrimonio linguistico dell’umanità, soprattutto quando si tratta di “minoranze linguistiche” a rischio di estinzione e di sopraffazione da parte delle cosiddette “lingue ufficiali nazionali”.

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Il 16 febbraio 2008 il Club UNESCO ‘Federico II’ presieduto dal dott. Franco Stanca, inaugura l’anno di celebrazioni del 60°anniversario dei Club UNESCO italiani, con una conferenza incentrata sui programmi UNESCO che costituiscono le sfide mondiali dei prossimi anni, per la pace e per l’ambiente: relatori saranno la Prof.ssa Maria Paola Azzario, Vice presidente nazionale della Federazione Italiana Club UNESCO e Presidente del Centro UNESCO di Torino, sul tema “Africa e pari opportunità per tutti”; e l’ing. Giovanni Chiesa, consulente ONU per le tecnologie ambientali, che illustrerà “Il ciclo integrale dell’acqua, un contributo alla soluzione dei problemi idrici “.
L’evento, a partire dalle ore 19, sarà ospitato nella Chiesa di San Francesco d’Assisi – Santuario San Francesco Antonio Fasani, candidato dal Club di Lucera a “Monumento UNESCO testimone di Pace” per l’Italia: un luogo, quindi, dove la pace è di casa, sempre aperto ad iniziative culturali grazie a Padre Giovanni Iasi, guardiano del Convento francescano. Sarà l’occasione per conoscere l’attività e gli sforzi dell’UNESCO, impegnata sin dalla fondazione a contribuire al mantenimento della pace, del rispetto dei Diritti Umani e dell’uguaglianza dei popoli attraverso i canali dell’Istruzione, della Scienza, della Cultura e della Comunicazione.

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La chiesa di San Francesco d’Assisi, dopo la cattedrale, è il monumento sacro più insigne di Lucera. Il suo stile architettonico, gotico e angioino, è un linguaggio internazionale che ancora oggi accomuna Napoli, la Capitale, la Francia e le province del Regno, ma che nella nostra Puglia si modula con esiti peculiari, incontrandosi con apporti romanici, bizantini e adriatici.
I fedeli, i turisti e gli amanti dell’arte la visitano volentieri per ammirarvi l’elegante ed
essenziale struttura, la severa ed armoniosa semplicità francescana dei suoi lineamenti, le pregevoli opere d’arte. Ma più che dalle testimonianze dell’arte, essi sono “catturati” dalla figura di San Francesco Antonio Fasani, la cui sobria “presenza” è attestata con eloquente linguaggio in ogni pietra del sacro edificio.
La chiesa è da sempre un punto di riferimento della religiosità del popolo lucerino ed è oggi anche Santuario diocesano, dedicato proprio al Fasani, guardiano del convento e ministro provinciale, che nella chiesa visse e operò. Tutto in questa chiesa-santuario parla infatti di Lui e della sua meravigliosa attività di sacerdote e di apostolo. Da qui il Padre Maestro continua ad additare alle genti un ideale di vita, di scienza e di pace.
La “carta di identità” della trecentesca chiesa lucerna è stilata in latino nell’epigrafe muraria più vicina all’alto arco gotico del presbiterio: “meravigliosa e splendida”; due aggettivi che catturarono l’attenzione di illustri cultori d’arte, incantati dall’“armonica semplicità” e dal “chiaro organismo architettonico” del tempio.
Infatti è quasi impossibile entrare in questo Santuario senza sentirsi avvolti da un’atmosfera di gravità religiosa, senza essere sedotti da quella sensazione di pace e tranquillità suggerita dalla poca luce che penetra dalle sue vetrate cariche di misticismo. Una vera oasi di pace e di raccoglimento, dove il tempo sembra essersi fermato e in cui il silenzio è particolarmente sensibile alle rasserenanti suggestioni delle voci dell’anima. La forma ogivale, dappertutto presente, sta quasi ad indicare che l’esperienza del mondo non può non avere la punta verso l’alto, verso il cielo.
Tutto in questa chiesa parla del Fasani. In essa il Santo vi trascorse quasi tutta la sua vita, dagli anni della fanciullezza a quelli della operosa maturità. All’ombra di questo tempio temprò la sua fibra di eroe della fede e della povertà evangelica. Parla di lui il rozzo pulpito di pietra dal quale tuonò la sua voce di maestro quasi tutti i giorni per oltre trent’anni. Di lui recano testimonianza vivace di pietà e di intenso raccoglimento tutti gli altari della chiesa.
Parlano di lui i devoti simulacri dell’Immacolata, la sua cara “Madre e Regina”, del
Crocifisso, dell’Ecce homo e di San Francesco, pregevoli anche sotto il profilo dell’arte,
dinanzi ai quali era solito passare le sue ore più gradite, assorto nella dolcezza della
contemplazione silenziosa o nel rapimento dell’estasi.
Ma è soprattutto nell’abside luminosa, prostrato ai piedi dell’altare maggiore, davanti al tabernacolo eucaristico o rannicchiato in uno stallo del vecchio coro, che va cercata e sentita la presenza del nostro Santo. I suoi biografi ce lo ricordano spesso proprio lì, assorto in preghiera e in devoti pensieri, qualche volta astratto dalla realtà della vita ed elevato alle sublimi visioni del cielo. E sotto l’altare maggiore parla di Lui la sua tomba: “il tesoro della Chiesa”. Qui infatti ha ritrovato pace e riposo eterno, dopo tante fatiche, il suo venerato corpo, che giace ora disteso nel sonno dell’eternità.
Parla di lui anche l’antico convento francescano, ormai radicalmente trasformato, che
custodisce tante care memorie del Santo (da mnemé, “sempre verde”, ricordo “vivo” di ciò che è stato). Qui egli dimorò pregando, studiando e offrendo al Signore le più aspre penitenze.
Qui era la sua umile cella, posta in un breve corridoio nelle vicinanze del campanile, a fianco della scala maggiore che conduceva al dormitorio: umida, stretta e disadatta ad abitarci, tanto che dopo la sua morte fu adibita a granaio.
Parla di lui la Confraternita della S. Croce, SS. Trinità e B.V. Addolorata, ispirata dal suo messaggio di amore e di carità, quell’opera di misericordia che “s’ha da fare”.
Visitare il santuario diocesano di Lucera, riscoprire amorosamente le tante memorie che lo associano alla vita e alle opere del Padre Maestro, può risultare davvero un’esperienza di pace. Chi ha la fortuna di frequentarlo, o solo di visitarlo, non può non avvertire fra queste mura benedette la dolce e desiderata presenza del Padre Maestro.
Alle considerazioni sul Fasani “Padre” e “uomo della pace” già formulate dal presidente del club Unesco, dott. Franco Stanca (il Fasani fu uomo di pace perché volle e seppe parlare a tutti i ceti, ai poveri come ai ricchi), vorrei aggiungere altre brevi considerazioni sul Fasani “Maestro” e “filosofo” e sul Fasani “Frate della forca” (per la sua delicata missione della conforterìa ai condannati a morte nella Lucea del ‘700) in relazione alla recente moratoria generalizzata sulla pena di morte, votata lo scorso 18 dicembre 2007 dall’assemblea generale dell’Onu, di cui l’Unesco è organismo ed emanazione.
Mi soffermerò solo sul primo di questi due temi, rinviando il secondo ad un momento
successivo. La responsabilità della filosofia per il nostro futuro è ribadita autorevolmente nel documento del 2004, The Unesco Strategy on Philosophy, in cui questa importante organizzazione dell’Onu invita i governi a dare impulso all’insegnamento della filosofia.
L’analisi e la riflessione filosofica, infatti, sono considerate innegabilmente legate
all’edificazione e al mantenimento della pace tra i popoli, il cuore stesso della missione
dell’Unesco, e la filosofia viene definita “scuola di libertà” e quindi di pace, in quanto
sviluppa nelle persone gli strumenti intellettuali per analizzare e capire concetti chiave come la giustizia, la dignità e la libertà. Essa contribuisce alla maturazione del pensiero libero e del giudizio autonomo, che sono gli strumenti con cui l’uomo si interroga sul mondo e sui suoi cambiamenti. Insomma, l’insegnamento e la ricerca in campo filosofico (quello che fece il Fasani nel ‘700) costituiscono una risposta di ampio respiro alle questioni di cui si occupa l’Unesco, che in quanto organizzazione intellettuale ed etica, ha un ruolo di primo piano nel creare quello spazio pubblico in cui il dialogo possa acquistare un’autentica dimensione internazionale. Un dialogo che, nutrito dagli argomenti dei pensatori, possa vivificare le società civili ed essere ascoltato da chi deve prendere le decisioni. È in questo contesto, denso di suggestioni e di speranze, che possiamo immaginare la missione della filosofia come contributo decisivo alla formazione nei giovani di quel “pensare critico” (il critical thinking degli anglosassoni), che comprende un’ampia gamma di abilità, quali la capacità di riconoscere ed evitare i ragionamenti scorretti, i concetti confusi, le evidenze inadeguate, le fallacie logiche, per consolidare invece gli atteggiamenti ragionevoli in modo tale che le persone siano in grado di far discendere una conclusione dalle sue premesse, sappiano valutare gli argomenti portati a difesa di una tesi, sappiano porre correttamente le domande.
Vorrei terminare con tre proposte: quella di far coincidere la proclamazione di questo
monumento “Messaggero di pace” con la presentazione agli organi competenti della richiesta di dichiarare il nostro santuario “Basilica minore” e il nostro Padre Maestro “Dottore della Chiesa”. In ultimo, ma non per ultimo, rinnovo a tutti i presenti l’invito di Padre Giovanni Iasi, superiore di questo santuario, ad istituire quello che lui chiama un “tavolo di lavoro” attorno alla figura del nostro grande Santo. Forse il Fasani non è conosciuto altrove perché noi per primi, qui a Lucera, non lo conosciamo bene o lo ignoriamo.
Conoscere meglio il nostro Santo renderà noi per primi veri “testimoni” di una cultura di pace.