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1 MAGGIO 2016 – UNESCO
GIORNATA INTERNAZIONALE DEL JAZZ
LUCERA, Teatro comunale Garibaldi

Verdi’s Mood by Cinzia Tedesco

Arie per Tenore e Soprano da Rigoletto, Trovatore, La Traviata, Nabucco, Aida, I Vespri Siciliani, Otello

Cinzia Tedesco, voce e direzione musicale
Stefano Sabatini, piano e arrangiamenti
Luca Pirozzi, contrabbasso
Giovanna Famulari, violoncello
Pietro Iodice, batteria
“Verdi’s Mood”: un progetto di una purezza adamantina

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Il Club per l’UNESCO di Lucera, presieduto dall’arch. Carmine Altobelli, con il patrocinio e la collaborazione della Città d’Arte di Lucera, ha regalato a tutti gli amanti della musica una serata elegante dedicata alla rivisitazione delle arie verdiane in chiave jazz, progetto denominato Verdi’s mood, curato da un quintetto di musicisti di alto livello tecnico e interpretativo. La raffinata cornice del teatro Garibaldi, disposta efficacemente dal lavoro di preparazione della macchina organizzativa del club per l’UNESCO di Lucera, con la partecipazione di una platea, attenta e competente, ha sottolineato la fascinosa e originale operazione musicale.
Il garbo, la classe e la bravura tecnica, soprattutto nei vocalizzi “scat”, tipici del jazz, hanno esaltato le doti canore di Cinzia Tedesco, la lead singer del gruppo, che scherzava con le note nei cambi di tonalità con la perizia e il rigore di chi le padroneggia con disinvoltura. Spesso la Tedesco ricordava nella timbrica e nell’energia l’ammaliante precisione di Caterina Valente, una delle cantanti jazz cosmopolite più dotate che, tra le altre, ha ispirato per il suo stile la ben nota Mina Mazzini, con cui ha duettato in più di una occasione. Cinzia Tedesco ha esibito una superba performance arrampicandosi su passaggi sonori e tonalità altissime senza fatica, sostenuta da una sezione ritmica esaltante nei controtempi (con al basso Luca Pirozzi e alla batteria Pietro Iodice), da una diteggiatura avviluppante al violoncello di Giovanna Famulari, una figura femminile dalla bellezza discreta, e dal sublime maestro arrangiatore Stefano Sabatini, davvero a suo agio con il pianoforte in queste nuove rielaborazioni di brani storici curati in prima persona. L’avventura musicale si è articolata con fluidità, con piccoli aneddoti come intermezzo tra un brano e l’altro; molto tenero e comico si è rivelato uno, che riguardava il figlio della Tedesco, che a scuola lamentava l’assenza delle basi di brani classici usualmente cantati da mamma Cinzia a casa, desiderando esibirsi nel karaoke davanti agli alunni. L’acustica e gli impasti sonori si sono rivelati ben equilibrati e le parti strumentali misurate e mai debordanti nel virtuosismo fine a se stesso. Il calore e l’approvazione tributati ai musicisti hanno prodotto nel bis finale una versione con “variazione” del brano “ La donna è mobile” dal Rigoletto, che ha chiuso la serata con il desiderio di rigenerarsi più a lungo con esecuzioni eccellenti come quelle esibite. Le iniziative encomiabili generano partecipazione, la bella musica vince sempre.

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Sabato 19 marzo 2016, nell’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Bozzini-Fasani” in Lucera, il Club per l’UNESCO di Lucera, presieduto dall’arch. Carmine Altobelli, ha celebrato la Giornata Mondiale della Poesia. Nel corso della manifestazione sono stati premiati i vincitori dell’undicesima edizione del concorso regionale “Una poesia per la pace”, riservato agli studenti delle Scuole medie inferiori e superiori di tutta la Puglia, incentrato quest’anno sul tema “La pace dipende anche da me”.
I componenti la giuria, prof. Michele Urrasio (presidente), prof.ssa Liliana Grasso, prof.ssa Antonietta Forte, prof.ssa Vincenza Pergola, prof.ssa Giada Cimino, prof. Raffaele Manna e prof. Vincenzo Beccia, hanno premiato i primi tre classificati delle due sezioni del concorso e donato libri di poesie ai primi dieci classificati di ogni sezione. Questa la classifica dei vincitori, divisi per sezione:
Scuole Medie Inferiori:
1° posto a Chiara Del Buono (3^E Scuola Sec. 1°grado “Strizzi” di Alberona) per la poesia: “Il cuore non distingue i colori”;
2° posto a Miriam Potenza (3^C I.C. “Palmieri-S. Giovanni Bosco” di San Severo) per la poesia: “Troverò la pace”;
3° posto, a Nicole Giulia Porcaro (3^B I.C. “Bozzini-Fasani” di Lucera) per la poesia: “Non posso conoscerti pace”.
Scuole Medie Superiori:
1° posto a Maria Francesca Del Buono (3^A Scientifico Liceo “Bonghi-Rosmini” di Lucera) per la poesia: “Esseri di carta”;
2° posto a Giovanni Mancaniello (3^A CAT I.T.E.T. “Vittorio Emanuele III” di Lucera), autore della poesia: “Perdona”;
3° posto ad Angela Velardi (3^A Scientifico Liceo “Bonghi-Rosmini” di Lucera) per il componimento poetico: “Il senso della pace”.
Alla serata, coordinata dal Dirigente Scolastico prof. Mario Tibelli, ed arricchita dagli interventi musicali di Rosalia Angelilli, accompagnata al pianoforte dal M° prof. Giuseppe Marzano, hanno preso parte anche l’avv. Pietro Agnusdei, Vicepresidente Nazionale Vicario della Federazione Italiana Club e Centri per l’UNESCO, l’Assessore alla Cultura e P.I. del Comune di Lucera dr.ssa Federica Triggiani, nonché numerosi Dirigenti Scolastici da Lucera, Foggia e San Severo.

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Lucera, universalmente nota come città del gotico, ovvero per il suo illustre passato romano, si sta imponendo nel panorama meridionale come una delle roccaforti della cultura barocca. E’ questa la riflessione principale emersa nel corso del convegno “Pietro Bernini a Lucera. Un inedito capolavoro della scultura napoletana di primo Seicento” organizzato dal Club UNESCO ‘Federico II’ al Circolo Unione di Lucera il 7 novembre 2015 nell’ambito del V ciclo di incontri “Lucera Barocca. Itinerari artistici in Capitanata”, che ha confermato la paternità berniniana di un’opera scultorea, presente nel Duomo dell’Assunta, imperniata intorno ad un rilievo marmoreo raffigurante la Madonna con Bambino, con in basso due figure di anime purganti che implorano la liberazione dalle fiamme purificatrici.
Recenti scoperte archivistiche e nuove acquisizioni su base attributiva concorrono a rendere meno sfumato il quadro delle conoscenze relative alla straordinaria fioritura delle arti registratasi in Capitanata, e a Lucera in particolare, in età barocca. Queste conoscenze oggi risultano più nitide grazie al contributo di autorevoli studiosi, spesso esterni all’ambito regionale, ben consapevoli della eccezionalità di questo patrimonio e della sua consistenza in termini qualitativi e quantitativi. Un patrimonio in gran parte ancora inedito, la cui scoperta avviene giorno dopo giorno, e la cui consistenza è avvalorata tanto da documenti d’archivio quanto da attribuzioni, talvolta così evidenti da rendere possibile l’assegnazione di un’opera ad un determinato artista (o quantomeno alla sua bottega) anche sulla base di “confronti parlanti”, vale a dire di ‘lampanti’ concordanze di caratteri stilistici.
Nel convegno del 7 novembre scorso le affinità compositive tra l’altorilievo della Basilica Cattedrale di Lucera, accuratamente documentato per via stilistica, ed altre importanti opere del maestro toscano Pietro Bernini è stato ribadito dallo storico dell’arte prof. Mario Panarello (Università della Calabria), già autore dell’articolo Modelli toscani nel meridione. Riflessioni attorno ad alcune opere di Pietro Bernini, Tommaso Montani e Giovan Domenico Monterosso, in «Esperide, Cultura artistica in Calabria. Storia, Documenti, Restauro», IV, 1-2, 2011 (2014), pp. 14-39, a cui si rimanda per ogni approfondimento sul tema.
Per lo studioso calabrese, l’elegante figura della Vergine delle Grazie che sostiene con un braccio il vivace e scattante Gesù Bambino e con l’altra mano svela il proprio seno, è la prima opera di Pietro Bernini finora “scoperta” in Puglia, regione in cui le opere scultoree di importazione napoletana sono davvero pochissime, avendone esempi solo a Bari (monumento a Bona Sforza), Barletta (San Giovanni Battista) e Altamura (San Vito).
Nell’introdurre il relatore, lo storico dell’arte Christian de Letteriis, assai noto e apprezzato dall’attento e numeroso pubblico in sala, forniva una prima chiave di lettura della “scoperta”: a Lucera non deve destare scalpore la possibile presenza di un’opera del Bernini. Ciò in quanto le responsabili e dinamiche relazioni che fra tardo ‘500 e ‘600 la nobiltà lucerina (incluso il suo clero regolare e secolare e, più tardi, alcune potenti corporazioni di laici) seppe tessere con le principali botteghe napoletane è noto da tempo noto. Non a caso, in questo periodo, nelle cappelle gentilizie del Duomo di Lucera è attestata la presenza di artisti di chiara fama: dai pittori Girolamo Santacroce, Ippolito Borghese e Fabrizio Santafede, ai frescanti Belisario Corenzio e Avanzino Nucci, agli architetti e marmorari Cristoforo Monterosso e Giovanni Vannelli.
Questo flusso incessante divenne particolarmente significativo in età barocca, allorché la città di Lucera, con i suoi straordinari luoghi di culto, fu destinataria dei prodotti delle più accorsate botteghe napoletane.
Ma veniamo ai grandi nomi che stanno emergendo alla luce di sempre maggiori e continue scoperte archivistiche e attributive.
Nel chiarire molti aspetti della vicinanza tra la scultura e la pittura negli anni a cavallo tra Cinque e Seicento, nel corso della sua relazione il prof. Panarello ha motivato le ragioni che lo portano ad ascrivere il rilievo di Lucera, concepito come una sorta di dipinto, alla produzione di Pietro Bernini (1562-1629), raffinatissimo maestro, nativo di Sesto Fiorentino, ma attivissimo dapprima a Napoli e poi a Roma, noto non solo per le sue qualità esecutive e, diciamo pure, poetiche, ma per aver dato i natali al grande Gian Lorenzo, il padre del Barocco, nato a Napoli nel 1598 da Pietro e Angelica Galante. La chiara evidenza dei confronti con opere documentate del celebre scultore fiorentino rende infatti molto plausibile l’accostamento tra il monumento di Lucera e la mano del maestro.
Datata 1605, e dunque ascrivibile all’ultima fase del periodo “napoletano” di Pietro Bernini (1584-1605), da tempo posta nella cappella di S. Maria Patrona, anche se in origine doveva essere collocata, con molta probabilità, in un luogo più in vista, la scultura marmorea ad altorilievo della Madonna delle Grazie è inquadrata, come una pala, sull’arca tombale di Giulio e Ascanio Mozzagrugno, a quell’epoca tra i più illustri e benemeriti cittadini di Lucera. Significativo il ricordo di Ascanio che fa lo storico lucerino Alfonso La Cava [Un comune pugliese nell’età moderna, in «A.S.P.N.», XXIX n.s., LXVIII (1943), p. 38] allorché riporta che nel 1601 egli propone «di mettere a monte metà o addirittura tutto il frutto del terraggio», e quando esso non bastasse per redimere la città, di porre «altri pagamenti sopra tutti li beni de li cittadini, pur che siano generali», offrendo egli per primo «non solo la sua robba in servitio della città, ma la propria vita».
Il monumento funebre si compone di più parti; alla sua realizzazione dovettero infatti intervenire più di un artista: Pietro Bernini (autore della Vergine con Bambino, delle due anime purganti e dei due splendidi genietti funebri ai lati dell’arca marmorea), ma anche Michelangelo Naccherino (1550-1622), uno dei massimi scultori del Viceregno napoletano. A quest’ultimo, anch’egli fiorentino e molto attivo nella città di Napoli, seguace del Giambologna e collaboratore di Pietro Bernini a Napoli (fontane monumentali del Nettuno e del Gigante) spetterebbero per il prof. Panarello i due busti-ritratto dei committenti. Solo un grande professionista della scultura come il Naccherino, invero, poteva rendere appieno le impercettibili sfumature presenti nel volto di due gemelli omozigoti.
Ma ciò che rende ancor più convincente la corrispondenza tra l’opera lucerina e il pittoricismo delle sculture di Pietro Bernini è l’esame dei dettagli artistici del rilievo, svolto alla luce delle inconfondibili qualità esecutive che contraddistinsero la produzione del maestro toscano e di pochissimi altri artisti di questo periodo (tra questi, in Toscana, Giovan Battista Caccini): la sensibilità plastica e la morbidezza del tratto; il soffice effetto atmosferico dello sfumato, di ascendenza leonardiana, ottenuto con una tecnica peculiare della produzione del Bernini padre, che rendeva i ritratti “palpitanti di vita”; l’effetto di lucidissima levigazione, che rende i panneggi come “bagnati”. L’autografia del rilievo è data, infine, dalla accurata ricercatezza dei panneggi, dove non manca il raffinato effetto dei “vortici”, con le capigliature e, in altri casi, le barbe “ovattate” dei personaggi, simili a cirri di nuvole.
L’opera di riferimento dell’Immagine di Lucera è sicuramente il grande rilievo marmoreo dell’Assunta realizzato da Pietro Bernini a Roma nel 1607, destinato ad impreziosire l’esterno della Basilica di Santa Maria Maggiore, ma poi collocato all’interno della Cappella del Battistero. Il confronto tra il capo dell’Angioletto di Roma e quello del Bambinello di Lucera è davvero “schiacciante”. La stessa “vibrazione” permea le due figure, un virtuosismo reso attraverso gli effetti di levigazione e di sfumatura, a cui si è fatto cenno, nella cui esecuzione il Bernini rimane maestro insuperabile.
Per i due mezzibusti marmorei del monumento, contraddistinti da un’indagine di estrema delicatezza nella resa delle sottili variazioni fisionomiche dei due gemelli, il confronto significativo, ma non definitivo, è possibile invece con la grande perizia scultorea con cui il Naccherino ritrasse il marchese Cusano, Bernardino Borrionuovo y Peralta, nel monumento della chiesa di San Ginés a Madrid.

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Si è spenta ieri 15 giugno a Firenze Marialuisa Stringa, docente universitaria fondatrice della Federazione Italiana, Mondiale ed Europea dei Centri e Club UNESCO . Molto conosciuta in Italia per le sue attività culturali. I funerali della Professoressa Stringa si svolgeranno mercoledì 17 giugno alle 15.30 presso la Chiesa di San Francesco in piazza Savonarola a Firenze.

Nata a Venezia e laureata in Filosofia con una tesi sull’etica, docente universitaria e di scuola superiore, si è dedicata successivamente al mondo delle biblioteche, con particolare attenzione alle Pubblicazioni UNESCO che ha seguito durante il suo lavoro presso la Biblioteca di Documentazione Pedagogica di Firenze.

Nel 1971 ha fondato il Centro UNESCO di Firenze che è divenuto sotto la sua guida Biblioteca Associata all’UNESCO. Dalla sua fondazione fino ad oggi ha presieduto lo stesso Centro UNESCO di Firenze e nel 1979 ha contribuito a creare la Federazione Italiana Clubs UNESCO – FICLU, della quale è stata prima Segretario Generale e poi Presidente dal 2001 al marzo 2013, quando è stata acclamata dall’Assemblea Presidente Emerito.

Alla guida della FICLU ha contribuito significativamente a diffondere in tutta Italia gli ideali e programmi di azione dell’UNESCO, favorendo la nascita di moltissimi clubs e mantenendo sempre contatti diretti con l’UNESCO a Parigi. A livello mondiale sotto la sua guida la Federazione Italiana è stata membro attivo nella costituzione della Federazione Mondiale dei Clubs UNESCO nel 1981 (WFUCA) e della Federazione Europea dei Clubs UNESCO nel 2001. Proprio grazie al suo impegno in seno alla WFUCA, di cui è stata Vice Presidente e del cui Consiglio Direttivo era successivamente divenuta membro onorario, nel 2013 fu organizzato a Lucca e a Firenze il Consiglio Esecutivo della WFUCA con il Convegno sul linguaggio universale della Musica e dell’Arte per un’etica globale a seguito del quale è stata adottata la dichiarazione di Firenze sull’etica globale, presentata alla Direttrice Generale dell’UNESCO Irina Bokova durante l’incontro mondiale di Astana (capitale del Kazakistan) nell’estate 2013.

Fino all’ultimo è stata presente e relatrice a numerosi convegni in Italia e nel mondo, diffondendo attraverso i suoi interventi gli ideali dell’UNESCO e i suoi programmi di azione. Proclamata Cavaliere al merito della Repubblica dal Presidente Ciampi e successivamente Ufficiale dal Presidente Napolitano, è stata anche Presidente dell’Associazione Italiana Fulbright.
A Lucera è stata spesso ospite a partire dal 2003, anno di fondazione del nostro Club, per continuare l’anno successivo per il nostro primo anniversario; e ancora per l’Assemblea Nazionale dei Club da lei presieduta nel 2007, fino al marzo 2009 in occasione del riconoscimento quale ‘Monumento testimone di una cultura di Pace per l’UNESCO’ attribuito alla Basilica-Santuario di San Francesco.
La ricorderemo sempre con grande affetto, come persona coltissima, gentile e affabile.

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The International Day of Peace is a time for reflection – a day when we reiterate our belief in non-violence and call for a global ceasefire. We ask people everywhere to observe a minute of silence, at noon local time, to honour those killed in conflict and the survivors who live with daily trauma and pain.

This year we are highlighting Education for Peace. Education is vital for fostering global citizenship and building peaceful societies.

In June, Malala Yousafzai, the Pakistani schoolgirl targeted for assassination by the Taliban for campaigning for the right to education, came to the United Nations. Malala said: “One teacher, one book, one pen, can change the world.” These are our most powerful weapons.

That is why, last year, I launched the Global Education First Initiative. Every girl and every boy deserves to receive a quality education and learn the values that will help them to see themselves as part of a global community.

Governments and development partners are working to get every child in school and learning well to equip them for life in the 21st century. There is new momentum in countries with the greatest needs, such as those affected by conflict, which are home to half of all children lacking education. But we must do more – much more. Fifty-seven million children are still denied an education. Millions more need better schooling.

Educating the poorest and most marginalized children will require bold political leadership and increased financial commitment. Yet aid for education has dropped for the first time in a decade. We must reverse this decline, forge new partnerships, and bring much greater attention to the quality of education.

On this International Day of Peace, let us pledge to teach our children the value of tolerance and mutual respect. Let us invest in the schools and teachers that will build a fair and inclusive world that embraces diversity. Let us fight for peace and defend it with all our might.

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Il valore della Pace è un valore globale e universale, un valore che riguarda tutte le creature, nel senso che la Pace riguarda ogni aspetto della vita.
Spesso la Pace è definita come l’inverso della guerra; ma questo concetto è troppo limitativo e poco includente. In tal caso potremmo dire che la maggior parte dei Paesi del mondo vive in Pace, una volta che la guerra è assente.
La Pace sboccia nel cuore delle creature, nella parte più intima che si riempie di amore per l’altro (diverso o identico, non importa), permettendo così di sentire l’empatia e solidarietà necessarie a prendere un’iniziativa per il cambiamento. Essere attivi, critici, dalla mente aperta e generosi è parte di un’attitudine generale che porta alla pacifica convivenza e allo sviluppo.
L’educazione alla pace è uno dei modi, forse l’unico, per contribuire alla crescita di creature che portano nella mente e nelle azioni la Pace. La Cultura della Pace non è dunque qualcosa che riguarda soltanto i bambini e i giovani, è una cosa che interessa ogni essere umano.
L’educazione alla pace può prendere variegate forme, fare uso di metodi diversi ed essere fatta nei contesti più diversi. Educare alla pace si può definire in modo semplice come l’educazione che cerca di creare dei valori, attitudini e comportamenti adeguati, corretti, rispettosi dell’altro. Una scuola che intende educare istruendo non può ridurre il percorso della conoscenza alla semplice acquisizione di competenze.
La scuola oggi è un luogo d’incontro e di crescita di persone: il suo compito è educare istruendo le nuove generazioni, educarle ad un mondo caratterizzato da una Cultura della Pace, contrapposta all’attuale Cultura della Violenza.
Queste sono solo alcune delle tante riflessioni  a margine del concorso “UNA POESIA PER LA PACE”, bandito come ogni anno dal Club UNESCO “Federico II”” di Lucera, con il patrocinio e la collaborazione dell’Istituto professionale “Alberico Marrone”, dell’Amministrazione Comunale, dell’Amministrazione Provinciale e dell’Ufficio Scolastico Provinciale.
Riflessioni profonde in grado di far emergere nei piccoli allievi valori, sensazioni e sentimenti così pieni di significato da essere premiati.
Siamo soddisfatti per i lusinghieri risultati raggiunti, e riteniamo pertanto che Famiglia e Scuola possano e debbano condividere gli stessi valori ed assumere gli stessi atteggiamenti al fine di educare le nuove generazioni all’assunzione di comportamenti consapevoli e responsabili, che consentano di vivere la Pace non solo tra i popoli e all’interno delle nazioni ma anche tra i gruppi sociali, nelle città, nelle famiglie, ovunque la gente vive, lavora e trascorre la propria esistenza.

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Si è svolta mercoledì 16 novembre, presso l’Aula Magna dell’Istituto Scolastico Comprensivo “Alessandro Manzoni” di Lucera, la premiazione del concorso di Arti Visive organizzato dall’Unesco “Punta al Castello” che per un intero anno (16.11.2010 – 31.10.2011) ha focalizzato l’attenzione sulla fortezza svevo-angioina di Lucera, capolavoro architettonico e patrimonio culturale di grande interesse storico e artistico per l’umanità. Massiccia la partecipazione al concorso che ha visto giungere alla giuria – composta da Luigi Valeno (Artista e pittore), Giuseppe Pellegrino (Fotografo Professionista), Vincenzo Beccia (Artista e pittore), Pasquale Festa (Artista e pittore), Salvatore Lovaglio (Docente di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti Foggia), Gerardo Parrella (Fotografo e membro del Consiglio direttivo del Foto Cine Club Foggia), Raffaele Battista (Fotografo e Socio del Fondo Ambiente Italiano) e Umberto Romaniello (Vignettista satirico) – più di 200 lavori. L’attenzione dei giurati è stata rivolta soprattutto agli alunni delle scuole e agli artisti non professionisti.
Presenti il presidente del Club UNESCO “Federico II” Massimiliano Monaco, il dirigente scolastico dell’Istituto “Manzoni” Liliana Grasso, il vicepresidente-vicario della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO Pietro Agnusdei e Lucia Onorati a fare le veci di Giuseppe De Sabato, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, la quale ha parlato dell’importanza di iniziative di questo genere per aiutare le giovani generazioni a recuperare l’attenzione per quelle bellezze che spesso diamo per scontate e alle quali perciò non facciamo più caso. Questi monumenti sono testimoni della nostra storia, delle nostre radici che quindi vanno tramandate.
Questi i nomi dei vincitori:
Sezione 1 – Scuola Primaria
 1° Angelo CARRETTA – classe V D .“A. Gabelli” Foggia
 2° Giorgia MONTUORI – classe V A “A.Manzoni” Lucera
 3° Federica TIBELLO – classe IV A “A.Manzoni” Lucera
Riconoscimenti speciali ai disegni di gruppo fuori concorso.
Sezione 2 – Scuola Secondaria di I grado
1° Cecilia PETRUCCELLI – classe III B “A. Manzoni” Lucera
 2° Leonarda Pia LA MALVA – classe III A “A. Manzoni” Lucera
 3° Iman EL OUARDI – classe III F “A.Manzoni” Lucera
Opere particolarmente significative:
 Grazia IACOVINO – classe III A “A. Manzoni” Lucera
 Alissa Lucia LEONE – classe III A “A. Manzoni” Lucera
Sezione 4 – Artisti non professionisti
1° “Sarà l’alba…” di Maria Paola CUPPONE
2° “La Leonessa daunia” di Fabio D’APOLLO
 3° “Un ponte tra passato e futuro” di Daniela DI GIOVINE
Opere particolarmente significative: “Castle” di Stefano FORTUNATI
Sezione 4 – Fotografi non professionisti
 1° “27 luglio 2011” di Giorgia FEROSI
 2° “Incanto intramontabile” di Michele MAROTTA
 3° “Torre della Leonessa” di Antonio CIBELLI
Opere particolarmente significative: “Torre 1” di Donato NARDUCCI.
 Ai primi classificati anche l’iscrizione gratuita per un anno al Club Unesco.All’interno dell’evento, che è caduto nel 66° anniversario della fondazione dell’Unesco, è stata celebrata anche la “Giornata mondiale delle Foreste” con il messaggio di pace dell’indio Atucà, di etnia Guaranì, rappresentante delle Comunità Xavante, Guaranì e Xucarramalho, che vivono al confine tra Argentina, Brasile e Paraguay.
L’ospite ha parlato di come il suo popolo vive il problema del disboscamento della foresta amazzonica, vero “polmone del mondo”, considerando anche che spesso, nella loro cultura, gli alberi continuano sulla terra la vita di tutti i cari che non ci sono più. Atucà ha posto l’attenzione soprattutto sulla violenza dei forti interessi capitalistici che schiacciano popoli e culture come la sua preoccupandosi esclusivamente del profitto. “Quando tutte le risorse saranno terminate – continua Atucà – si renderanno conto che il denaro non è poi così fondamentale”. Vestito secondo la tradizione degli Indios, ha spiegato il significato di alcuni suoi ornamenti come il bracciale rosso, che porta per ricordare la gente del suo popolo caduta nella difesa dei propri diritti, e quello azzurro, che invece simboleggia il fiume.
Attuare la riforestazione, riflette Atucà, non significa ripristinare l’habitat che è stato distrutto “Le materie prime, la biodiversità, gli animali che abitavano quell’ambiente, non possono ritornare da un giorno all’altro, riforestazione significa solo piantare alberelli per continuare a produrre legno, che viene esportato in tutto il mondo”  continuando, di fatto, a servire quegli interessi economici di cui si diceva prima, quegli interessi che, in maniera prepotente, li privano della loro storia e dei loro ricordi. “Noi abbiamo i vostri stessi bisogni, siamo fratelli” ha detto Atucà che per tutto il suo intervento ha cercato di creare una connessione tra il pubblico e il suo popolo evidenziando come i problemi del pianeta riguardino tutti e le sofferenze di un popolo, i soprusi e le violenze subite da ogni singolo uomo siano sempre una violazione dei diritti civili che tocca tutta l’umanità.

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Si è svolto a Lucera, lo scorso 7 ottobre il secondo convegno di studi organizzato dal Club UNESCO ‘Federico II’ all’interno del ciclo di incontri “Lucera Medievale”, rivolto a creare percorsi di educazione periodica alla conoscenza e alla difesa del patrimonio artistico e monumentale della nostra città, e ad affermare il significato e il valore della conoscenza scientifica della propria storia, condizione indispensabile per comprendere se stessi e per progettare il proprio futuro. In un clima caratterizzato da molte e contrastanti ‘attenzioni’ sui progetti di recupero che interessano la monumentale Fortezza svevo-angioina di Lucera, la serata ha visto come relatori i due medievalisti Cosimo D’Angela, professore di archeologia medievale e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, che ha illustrato gli aspetti della Lucera longobarda e Pasquale Corsi, professore ordinario di storia medievale e Vicepresidente dell’Accademia Pugliese delle Scienze, che ha intrattenuto il folto pubblico presente nell’Auditoriun dell’Hotel Palace sulla Lucera bizantina. Grandi gli apprezzamenti e i consensi riscossi dai due illustri accademici, soprattutto per la semplicità e la comprensibilità con cui hanno trattato i loro temi. Non meno interessanti sono risultati gli interventi iniziali del presidente del Club Unesco di Lucera, dott. Massimiliano Monaco, del Vicesindaco, avv. Mario Follieri e del dirigente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Arch. Nunzio Tomaiuoli, e le considerazioni conclusive del consigliere Nazionale avv. Pietro Agnusdei, Vicepresidente vicario della Federazione Italiana dei Club e Centri UNESCO (FICLU).

L’incontro si è concluso con la sottoscrizione di un documento programmatico, di carattere storico-artistico, dal titolo “Lucera e la sua fortezza medievale. Da Monumento Nazionale a Patrimonio dell’Umanità?”, finalizzato ad incoraggiare l’inserimento della fortezza di Monte Albano nella “tentative list” nazionale dei monumenti candidati a diventare Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Affidando alle Autorità competenti questo grande progetto, invitiamo le stesse, ha rimarcato l’avv. Agnusdei, a crederci e ad andare avanti nell’interesse di tutti.

«Ci siamo più volte chiesti e continuiamo a chiederci, anche alla luce degli ultimi scellerati incendi che hanno preso di mira l’area – ha detto invece il presidente del Club di Lucera dott. Monaco – se i tempi sono maturi per questo grande impegno che guarda il nostro futuro. E tuttavia, senza fiducia eccessiva, ma anche senza timori esagerati, sentiamo di affermare che, ancora una volta, ma particolarmente in questo momento così delicato, l’importante non è arrivare, non è giungere alla meta, ma è partire, avviare un percorso serio, consapevole ma, soprattutto, condiviso. Se è vero che tutti ci dichiariamo insoddisfatti, ma nessuno ha le idee o il coraggio di cambiare, allora essenziale non è il clamore delle affermazioni o dei proclami, ma la perseveranza e l’unità di intenti nel tempo».

La serata ha visto anche un chiarimento sugli attuali progetti di restauro che stanno in questi giorni interessando l’area interna della Fortezza, dove, ha dichiarato l’arch. Tomaiuoli, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici ha vietato la costruzione dei cosiddetti casoni angioini e ha imposto al Comune e alla direzione dei Lavori di collocare altrove i reperti musivi provenienti dalla villa tardoantica scoperta in località San Giusto, che probabilmente troveranno la loro giusta e definitiva allocazione nel giardino retrostante il restaurato complesso del SS.mo Salvatore, sebbene ciò potrebbe limitarne la fruibilità.

Intanto un’altra iniziativa lanciata dal Club UNESCO di Lucera, di cui abbiamo più volte dato notizia, sta per giungere a compimento. Il 31 ottobre prossimo scade infatti il concorso internazionale di fotografia e di arti visive “Punta al Castello”, la cui partecipazione è libera e gratuita e, soprattutto, indicata per le scuole di ogni ordine e grado.

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Giunge alle fasi conclusive il concorso di arti visive bandito dal club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera su una delle più grandi eredità del nostro passato.
C’è tempo tutta l’estate per chiunque volesse fotografare o ‘interpretare’ artisticamente la Fortezza svevo-angioina di Lucera (FG), luogo di notevole valenza storica, artistica ed archeologica e area di notevole interesse per la storia dell’arte e dell’architettura militare del medioevo.
In risposta all’esigenza testimoniata nel corso dell’ultimo censimento del Fondo Ambiente Italiano sui luoghi più amati dagli italiani (quarto posto nazionale), il Club UNESCO ‘Federico II’ di Lucera, con il patrocinio della Città di Lucera (Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione) e della Provincia di Foggia (Assessorato alla Cultura e alle Politiche Scolastiche), ed in collaborazione con la Delegazione FAI, il Foto Cine Club e l’Accademia di Belle Arti di Foggia, ha bandito uno specifico concorso internazionale di arti visive (disegno, grafica e fotografia).
Il concorso, denominato “Punta al Castello”, intende sollecitare, accrescere e valorizzare l’espressività, i saperi, le conoscenze e la creatività di quanti visiteranno la poderosa costruzione angioina (1269-1283) che cinge gli 80.000 mq del monte Albano di Lucera per una lunghezza di 900 metri e che ingloba al suo interno i resti della reggia di Federico II (1233-1242): il palazzo-torre che anticipò di alcuni anni il più noto Castel del Monte.
All’interno del “Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile” (2005-2014), l’iniziativa assume un’evidenza particolare perché celebrata in occasione di quattro grandi campagne lanciate dalle Nazioni Unite attraverso l’UNESCO per sensibilizzare giovani e adulti di tutto il mondo verso la necessità di un futuro più equo ed armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta: gli Anni internazionali della Biodiversità e del Ravvicinamento delle Culture (2010), della Gioventù (12 agosto 2010 – 11 agosto 2011), delle Foreste (2011).
Il Concorso da’ spazio ad ogni tipo di espressività artistica, dei più grandi come dei più piccoli: il disegno, la fotografia, la grafica vettoriale e 3D. Il bando si compone infatti di cinque sezioni, le prime tre dedicate alle scuole primarie, secondarie di 1° e 2° grado, le altre due ad artisti e fotografi per hobby o per professione.

Questi i premi in palio:
Sezione Scuola Primaria: € 100,00;
Sezione Scuola Secondaria di 1° grado: € 150,00;
Sezione Scuola Secondaria di 2° grado: € 200,00;
Sezione Fotografi, artisti, grafici o progettisti non professionisti: € 250,00;
Sezione Fotografi, artisti, grafici o progettisti professionisti. € 300,00.
Sono inoltre previsti ulteriori premi per le opere particolarmente significative, per le proposte più creative e, all’interno di ogni sezione, riconoscimenti differenziati per i tre diversi generi di lavori (opere fotografiche, disegni e altri progetti grafici) .
Al primo classificato spetterà anche l’immagine ufficiale della proposta di candidatura del sito della più vasta fortezza medievale d’Europa, a patrimonio culturale dell’umanità.

Per partecipare al concorso basta inviare una e-mail all’indirizzo segreteria@clubunescolucera.it.

Ecco il bando del concorso
Il concorso scade il 31 ottobre 2011.
La premiazione avverrà a Lucera il 16 novembre 2011.

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Come da decisione della 35^ sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno 2011, il sito seriale I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è entrato ufficialmente nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Ecco il comunicato stampa ufficiale:
Italia Langobardorum – patrimonio mondiale Unesco