Verdi’s Mood

1 MAGGIO 2016 – UNESCO
GIORNATA INTERNAZIONALE DEL JAZZ
LUCERA, Teatro comunale Garibaldi

Verdi’s Mood by Cinzia Tedesco

Arie per Tenore e Soprano da Rigoletto, Trovatore, La Traviata, Nabucco, Aida, I Vespri Siciliani, Otello

Cinzia Tedesco, voce e direzione musicale
Stefano Sabatini, piano e arrangiamenti
Luca Pirozzi, contrabbasso
Giovanna Famulari, violoncello
Pietro Iodice, batteria
“Verdi’s Mood”: un progetto di una purezza adamantina

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Il Club per l’UNESCO di Lucera, presieduto dall’arch. Carmine Altobelli, con il patrocinio e la collaborazione della Città d’Arte di Lucera, ha regalato a tutti gli amanti della musica una serata elegante dedicata alla rivisitazione delle arie verdiane in chiave jazz, progetto denominato Verdi’s mood, curato da un quintetto di musicisti di alto livello tecnico e interpretativo. La raffinata cornice del teatro Garibaldi, disposta efficacemente dal lavoro di preparazione della macchina organizzativa del club per l’UNESCO di Lucera, con la partecipazione di una platea, attenta e competente, ha sottolineato la fascinosa e originale operazione musicale.
Il garbo, la classe e la bravura tecnica, soprattutto nei vocalizzi “scat”, tipici del jazz, hanno esaltato le doti canore di Cinzia Tedesco, la lead singer del gruppo, che scherzava con le note nei cambi di tonalità con la perizia e il rigore di chi le padroneggia con disinvoltura. Spesso la Tedesco ricordava nella timbrica e nell’energia l’ammaliante precisione di Caterina Valente, una delle cantanti jazz cosmopolite più dotate che, tra le altre, ha ispirato per il suo stile la ben nota Mina Mazzini, con cui ha duettato in più di una occasione. Cinzia Tedesco ha esibito una superba performance arrampicandosi su passaggi sonori e tonalità altissime senza fatica, sostenuta da una sezione ritmica esaltante nei controtempi (con al basso Luca Pirozzi e alla batteria Pietro Iodice), da una diteggiatura avviluppante al violoncello di Giovanna Famulari, una figura femminile dalla bellezza discreta, e dal sublime maestro arrangiatore Stefano Sabatini, davvero a suo agio con il pianoforte in queste nuove rielaborazioni di brani storici curati in prima persona. L’avventura musicale si è articolata con fluidità, con piccoli aneddoti come intermezzo tra un brano e l’altro; molto tenero e comico si è rivelato uno, che riguardava il figlio della Tedesco, che a scuola lamentava l’assenza delle basi di brani classici usualmente cantati da mamma Cinzia a casa, desiderando esibirsi nel karaoke davanti agli alunni. L’acustica e gli impasti sonori si sono rivelati ben equilibrati e le parti strumentali misurate e mai debordanti nel virtuosismo fine a se stesso. Il calore e l’approvazione tributati ai musicisti hanno prodotto nel bis finale una versione con “variazione” del brano “ La donna è mobile” dal Rigoletto, che ha chiuso la serata con il desiderio di rigenerarsi più a lungo con esecuzioni eccellenti come quelle esibite. Le iniziative encomiabili generano partecipazione, la bella musica vince sempre.

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